Lettura semi-sociologica del voto europrovinciale

giovedì 11 giugno 2009


E' già di per sè una contraddizione in termini trovarci qui a parlare di elezioni europee affiancandole a quelle provinciali; insomma, da una parte ci "allarghiamo" cercando di unire cose/persone/stati che in comune hanno ben poco (leggi Turchia ed UE) e dall'altra restiamo i soliti, italianotti, per l'appunto, "provinciali".
Avrei per l'occasione qualche appunto da fare ai critici che si sono sbizzarriti con le loro supposizioni, e quindi cominciamo subito:

  1. Il voto ideologico non esiste piu': oggi si vota sui programmi. Falso. Se così fosse l'astensionismo sarebbe stato ben piu' ampio di quello registrato. O almeno avremmo avuto un equilibrio millimetrico, visti i soliti linguaggi usati nella campagna elettorale. Nessun tema nuovo, nessun canale di sbocco. Solite pappe da mandar giu' a fatica. Il voto ideologico forse è scomparso a sinistra: dove la gente ragionava, a mio parere, anche prima di queste elezioni in un determinato modo votato al pluralismo, alle spinte dal basso, all'attenzione verso le fasce deboli, temi storici della sinistra. Questa volta, e da un bel pò, i suddetti temi sono stati, per così dire, vergognosamente trascurati dai sinistrosi e sinistrati politicanti italiani, che hanno deciso di non votare/votare Di Pietro/farsi buttar dentro da Bossi. Invece mi sembra che a destra il voto ideologico duri ancora: il successo delle destre europee non si spiega in altro modo. Il successo della destra italiana, se può essere in parte attribuibile alla nostra situazione mediatica di "paese mediamente libero", è anche certamente frutto di uno zoccolo duro conservatore in società e liberista - fregastato in economia che vede in Berlusconi il suo idillio, e nel celodurismo di Bossi la sua realizzazione massima.
  2. La destra perde perchè paga l'astensione. Falso. Come facevano i commentatori delle TV di regime italiane a sapere, fin da domenica sera, senza sondaggi e senza ricerca, che le persone che non sono andate a votare avrebbero in realtà votato a destra ? Sulla base di quale precedente, di quale ragionamento già da un bel pò di tornate elettorali si elaborano queste teorie ? L'elettore contento della sua destra non vede perchè non andare a votare (a maggior ragione perchè si trattava in molti casi provinciali ed in quello europeo di ribaltare un predominio di centro-sinistra). Chi invece è rimasto a casa, suppongo siano persone che non sapevano su quale delle quattro falci e martello mettere la croce, quelli che non hanno ancora ben chiaro il ruolo di Franceschini, oppure quelli che hanno votato a sinistra fino a ieri e si sono visti stanziare miliardi per guerre, banche, Vaticano, indulti vari ed eventuali. Fate un pò due conti...
  3. Il voto operaio si è spostato verso la Lega Nord. In parte vero. Per onestà intellettuale, bisogna ammettere due cose: la prima è che il voto operaio non è piu' quello di tanto tempo fa, di massa, perchè la massa non c'è piu'. Disoccupazione, informatizzazione ed outsourcing hanno reso l'operaio duro e puro, impolverato nella sua tuta un ricordo del secolo scorso (almeno in termini di immaginario collettivo). La seconda è che l'operaio impolverato di cui sopra non è piu' la fascia piu' povera e disagiata della popolazione. Esso è stato in larga parte sostituito da individui venuti da lontano, giovani brutti e abbronzati che tutti chiamano "immigrati". Essi, per gran parte, non hanno diritto di voto. Hanno soltanto il diritto a morire anonimi nei cantieri e non lo delegano mai ad altri. La "fascia bassa" degli italiani ora è costutita da giovanotti distinti in giacca e cravatta che tipicamente spendono gli 800 € del loro stipendio da operatori call center o promotori di contratti in discoteche e vestiti firmati. Oppure sono studenti che si sbattono a destra e a manca per terminare gli studi ed alimentare una "fuga dei cervelli" inevitabile. O ancora sono operai con la testa piena di Grande Fratello ed il sogno di diventare tronisti e calciatori (tira piu' un pel di figa...). Tutto il resto, mosche bianche. Insomma, qualcuno a mandare avanti il paese ci deve essere. Qualcuno a protestare nelle piazze, qualcuno nelle università, negli uffici che funzionano, nelle fabbriche che sopravvivono. Tutti gli altri votano Lega Nord e rendono un paese cattolico, di pace e solidarietà, anche un pò rimbecillito quale l'Italia, un paese comunque rimbecillito, bigotto e deriso dalla stampa internazionale, ma anche razzista, xenofobo e incoerente.
Ultima nota sul successo dell'Italia dei Valori: esso è frutto di una rappresentazione mentale (in parte giustificabile) dei suoi nuovi elettori. Non vedendo dove si trova la sinistra, esempio che vale anche in senso puramente fisico, in termini di percezione cognitiva, essi identificano la sinistra come qualcosa che si oppone alla destra. Individuando perfettamente la destra in Berlusconi e co. la prima e piu' evidente opposizione è visibile in IDV.

Vi lascio questa modesta e personale analisi, ora i commenti sono aperti. Cosa ne pensate ?

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