Le cerchie del lutto

giovedì 11 giugno 2009


Cosa sono le cerchie del lutto ? I morti che nessuno conta. I morti dentro. In guerra, per ogni morto sul campo o civile, ci sono quasi certamente un padre ed una madre che soffrono. Molto probabilmente ci saranno anche una moglie e dei figli straziati. E, perchè no, dei fratelli, delle sorelle, degli amici. Tante persone che per la morte tragica di uno vedono segnata la propria esistenza dal lutto. Una riflessione che dovrebbero fare gli amanti delle statistiche e delle missioni di pace. Generazioni intere che perdono la voglia di vivere, probabilmente che perdono la vita stessa. Inutile poi ricordare che la devianza è spesso determinata da avvenimenti di questo tipo, nella vita di un uomo. Chi vede partire un padre per una missione di pace senza fare piu' ritorno a casa, chi vede la propria madre morire sotto le macerie di una casa bombardata, molto probabilmente non lascerà che il tempo cancelli il suo ricordo. Serberà rancore, rabbia, accumulerà tensione e sfogherà in qualche comportamento che poi sembrerà incomprensibile. Si tratta delle vittime nascoste della guerra. Quelle piu' nascoste di tutte, quelle che nemmeno i piu' strenui pacifisti riescono a vedere e contare. Eppure, spesso le piu' numerose.

Lettura semi-sociologica del voto europrovinciale


E' già di per sè una contraddizione in termini trovarci qui a parlare di elezioni europee affiancandole a quelle provinciali; insomma, da una parte ci "allarghiamo" cercando di unire cose/persone/stati che in comune hanno ben poco (leggi Turchia ed UE) e dall'altra restiamo i soliti, italianotti, per l'appunto, "provinciali".
Avrei per l'occasione qualche appunto da fare ai critici che si sono sbizzarriti con le loro supposizioni, e quindi cominciamo subito:

  1. Il voto ideologico non esiste piu': oggi si vota sui programmi. Falso. Se così fosse l'astensionismo sarebbe stato ben piu' ampio di quello registrato. O almeno avremmo avuto un equilibrio millimetrico, visti i soliti linguaggi usati nella campagna elettorale. Nessun tema nuovo, nessun canale di sbocco. Solite pappe da mandar giu' a fatica. Il voto ideologico forse è scomparso a sinistra: dove la gente ragionava, a mio parere, anche prima di queste elezioni in un determinato modo votato al pluralismo, alle spinte dal basso, all'attenzione verso le fasce deboli, temi storici della sinistra. Questa volta, e da un bel pò, i suddetti temi sono stati, per così dire, vergognosamente trascurati dai sinistrosi e sinistrati politicanti italiani, che hanno deciso di non votare/votare Di Pietro/farsi buttar dentro da Bossi. Invece mi sembra che a destra il voto ideologico duri ancora: il successo delle destre europee non si spiega in altro modo. Il successo della destra italiana, se può essere in parte attribuibile alla nostra situazione mediatica di "paese mediamente libero", è anche certamente frutto di uno zoccolo duro conservatore in società e liberista - fregastato in economia che vede in Berlusconi il suo idillio, e nel celodurismo di Bossi la sua realizzazione massima.
  2. La destra perde perchè paga l'astensione. Falso. Come facevano i commentatori delle TV di regime italiane a sapere, fin da domenica sera, senza sondaggi e senza ricerca, che le persone che non sono andate a votare avrebbero in realtà votato a destra ? Sulla base di quale precedente, di quale ragionamento già da un bel pò di tornate elettorali si elaborano queste teorie ? L'elettore contento della sua destra non vede perchè non andare a votare (a maggior ragione perchè si trattava in molti casi provinciali ed in quello europeo di ribaltare un predominio di centro-sinistra). Chi invece è rimasto a casa, suppongo siano persone che non sapevano su quale delle quattro falci e martello mettere la croce, quelli che non hanno ancora ben chiaro il ruolo di Franceschini, oppure quelli che hanno votato a sinistra fino a ieri e si sono visti stanziare miliardi per guerre, banche, Vaticano, indulti vari ed eventuali. Fate un pò due conti...
  3. Il voto operaio si è spostato verso la Lega Nord. In parte vero. Per onestà intellettuale, bisogna ammettere due cose: la prima è che il voto operaio non è piu' quello di tanto tempo fa, di massa, perchè la massa non c'è piu'. Disoccupazione, informatizzazione ed outsourcing hanno reso l'operaio duro e puro, impolverato nella sua tuta un ricordo del secolo scorso (almeno in termini di immaginario collettivo). La seconda è che l'operaio impolverato di cui sopra non è piu' la fascia piu' povera e disagiata della popolazione. Esso è stato in larga parte sostituito da individui venuti da lontano, giovani brutti e abbronzati che tutti chiamano "immigrati". Essi, per gran parte, non hanno diritto di voto. Hanno soltanto il diritto a morire anonimi nei cantieri e non lo delegano mai ad altri. La "fascia bassa" degli italiani ora è costutita da giovanotti distinti in giacca e cravatta che tipicamente spendono gli 800 € del loro stipendio da operatori call center o promotori di contratti in discoteche e vestiti firmati. Oppure sono studenti che si sbattono a destra e a manca per terminare gli studi ed alimentare una "fuga dei cervelli" inevitabile. O ancora sono operai con la testa piena di Grande Fratello ed il sogno di diventare tronisti e calciatori (tira piu' un pel di figa...). Tutto il resto, mosche bianche. Insomma, qualcuno a mandare avanti il paese ci deve essere. Qualcuno a protestare nelle piazze, qualcuno nelle università, negli uffici che funzionano, nelle fabbriche che sopravvivono. Tutti gli altri votano Lega Nord e rendono un paese cattolico, di pace e solidarietà, anche un pò rimbecillito quale l'Italia, un paese comunque rimbecillito, bigotto e deriso dalla stampa internazionale, ma anche razzista, xenofobo e incoerente.
Ultima nota sul successo dell'Italia dei Valori: esso è frutto di una rappresentazione mentale (in parte giustificabile) dei suoi nuovi elettori. Non vedendo dove si trova la sinistra, esempio che vale anche in senso puramente fisico, in termini di percezione cognitiva, essi identificano la sinistra come qualcosa che si oppone alla destra. Individuando perfettamente la destra in Berlusconi e co. la prima e piu' evidente opposizione è visibile in IDV.

Vi lascio questa modesta e personale analisi, ora i commenti sono aperti. Cosa ne pensate ?

La parola del giorno: etnocentrismo

mercoledì 10 giugno 2009


Si chiama in questa maniera strana, etnocentrismo, la maniera di vedere la storia ed il presente basandosi esclusivamente sul modo di vedere della propria cultura e della propria tradizione. Per esempio, noi italiani che ricordiamo con tanta commozione la shoah, pecchiamo di etnocentrismo quando dimentichiamo le stragi che nel periodo fascista hanno funestato la vita di migliaia di indigeni africani, villaggi albanesi e slavi. Pecchiamo di etnocentrismo a livello europeo quando dimentichiamo (anzi, io stesso non sapevo) delle stragi e delle violenze dei giapponesi nei confronti dei cinesi, delle violenze tra Utuh e Tutsi in Africa, dell'eccidio degli armeni. E si potrebbe continuare a lungo. Ma chi dovrebbe ricordarci queste cose ? Chi ci ricorda tutte le altre date, come il 27 gennaio. La scuola, i media, il governo. O, per non delegare ad altri dei nostri doveri morali, potremmo benissimo prendere un'enciclopedia o collegarci ad internet e scoprire quanti morti ci vengono nascosti. Non credete ?

Wunenburger: processo alla TV


Confortante sapere di non essere soli. Tale Jean-Jacques Wunemburger ha scritto un libro: "L'uomo nell'era della televisione". Il linguaggio è forse un pò troppo tecnico, ma per lunghi pezzi rende bene l'idea di quel che vuole dire. Una vera invettiva, un attacco alla televisione, che lui chiama "lucernario" che non risparmia alcun genere di programmi. Non un rigo sulla qualità. Tutta teoria, teoria che però spiega bene su quale strada ci siamo incamminati. Un qualcosa di abbastanza apocalittico, direbbe Umberto Eco, però perfettamente verosimile. Tutto quello che dice potrebbe accadere, molto è già accaduto. La TV è ormai per molti aspetti una religione. Ci si crede al di la di tutto. Non si mette mai in dubbio. O al limite si mette in dubbio in un dibattito televisivo. Magari sulla qualità dei programmi. Il libro invece sostiene che TUTTI i messaggi della televisione hanno un'ampia parte nascosta altamente nociva, anche quelli che sembrerebbero piu' innocenti. Insomma, forse non leggerete mai questo libro, ma se la pensate anche voi così, sappiate che non siete i soli.

Due uscite di classe del cavaliere

giovedì 7 maggio 2009

Al ritmo di una porcata al giorno, Silvio Berlusconi non si ferma piu'. Vi prego, abbiamo solo le urne per fermare questo malato di mente.

La Meloni è una zoccola ? (forse lui ne sa qualcosa...)




Lia Beltrami, assessore della provincia di Trento, pure ?



Giudicate voi.